Di Maio, Verona  e il Medioevo

 

Questa non mi va giù!

Questa non la reggo proprio!

E’ proprio vero che l’ignoranza non ha limiti.

 

Di Maio di cagate ne dice tante, difficile riportarle tutte, ma questa volta, che vuole atteggiarsi a uomo di cultura, proprio non la digerisco.

Come si dice: è qui che casca l’asino!

Vediamo a cosa mi riferisco.

 

A Verona, dal 29 al 31 marzo di quest’anno 2019 si è svolto il Congresso Mondiale della Famiglia.

Faccio presente che si tratta di un Congresso Mondiale; non di una sagra paesana.

Non sto a discutere se si sia trattato di una cosa fondamentale o meno per la nostra vita.

Me ne resto decisamente fuori, dato che non so di come e di che cosa abbiano discusso.

Mi interessa invece sottolineare quanto affermato dal Vice Premier Luigi Di Maio in proposito.
Il fantastico Luigi, per motivi sicuramente di becera speculazione di propaganda elettorale, alla ricerca di un consenso politico che sta sempre più scemando, ha definito il Congresso, con piglio fortemente dispregiativo, un avvenimento in” Stile Medioevale” .

Orbene, è proprio sentendo  questa sua definizione che a momenti salto per terra!

Innanzi tutto una precisazione lessicale: il termine “deficiente” deriva dal latino “deficere”, ovvero mancare, essere sprovvisto di qualche cosa.


Ebbene, parlando di Medioevo, Luigi di Maio è un deficiente: è carente al cento per cento! E questo si desume dal fatto che lui cosa sia stato, cosa abbia rappresentato il Medioevo per la storia della nostra civiltà non lo sa proprio.

Quindi, potrebbe almeno evitare di parlarne.

 

Perché, prima di parlare, non si informa o studia un pochino? Mi parrebbe un consiglio meritevole di attenzione

 

Tanto per informarlo un pochino, sempre che riesca a leggere e a capire, vorrei solo fare presente che per Medioevo intendiamo sostanzialmente il periodo temporale che va dalla caduta dell’Impero Romano (circa V° secolo DC) fino alla scoperta dell’America (1492).

 

E’ proprio nel periodo alto medievale che, sotto l’impero di Carlomagno,  si sviluppa la prima idea di Europa Unita. Ma a parte l’aspetto politico, è proprio nel Medioevo che germoglia quello spirito culturale che porterà al Rinascimento e quindi all’Evo Moderno.

 

Cosa sarebbe la nostra civiltà se non ci fosse stato il medioevo?

 

Per il “sapiente” Di Maio, dato che ne parla con così grande dispregio, penso sia stato un momento di nefasta  oscurità  nella storia umana. Meritevole solo di essere ricordato come epoca di grandi disastri e da rigettare per non esserne contaminati.

Ebbene, senza farla troppo alla lunga, vorrei solo ricordare che è proprio nel Medioevo che si sono poste le basi culturali per il futuro dell’Italia e dell’Europa.

A cominciare dalla formazione della Lingua Italiana, che prima non esisteva.

Ma per il “magnifico” Giggino e tanto per non fare nomi,  personaggi come Dante Alighieri, San Francesco o Giotto non sono certo figure rilevanti. Ci voleva la sua scienza e la sua cultura per salvare l’Italia.

 

E questo “signore” si permette di sentenziare sul Medioevo.

Lui che la parola Cultura spero non la pronunci mai: perchè non sa minimamente cosa significhi!

 

Siamo a un bel punto!

 

Studia Giggino, studia!