La Battaglia dei Rifiuti   -   Anno 2006
Qualche volta mi stupisco da solo delle mie qualità profetiche.Sembra quasi incredibile, ma è già capitato in diversi casi che quello che io faccio rilevare attraverso i media, poi si avveri.Sono dunque un vate? Ma no! E’ evidente che ci sia un trucco!Concordo.Ma non è un vero e proprio “trucco”: è solo un cercare di immaginarsi quale sarà il comportamento, la reazione delle persone che io definisco di “buon senso” di fronte a certi fatti che in prima battuta lasciano almeno perplessi.E, ricordiamoci, la gente “di buon senso” quando vuole sa dimostrare anche una grande forza.   E può anche capitare che, per non essere sopraffatti da decisioni di scarso “buon senso”, sia necessario un atteggiamento di “resistenza”, che qualche volta stiracchia un po’ la liceità.D’altra parte, lo dice persino la regola militare: gli ordini errati non vanno eseguiti!Tutto questo per comunicare che ho svolto una verifica su quanto da me previsto nel mio scritto sulla raccolta rifiuti del Aprile 2004.In quell’occasione riflettevo sul fatto che la gente, quando è troppo oppressa da imposizioni “poco funzionali”, alla fine non si adegua più a tali discutibili disposizioni.In particolare, parlando di raccolta dell’immondizia, si può affermare che il “sistema del cassonetto” funzioni abbastanza bene, mentre, dove gli stessi sono stati rimossi a favore di una bizzarra e costosa raccolta dei rifiuti “porta a porta” (sottolineo soprattutto COSTOSA!) si cominciano a notare atti di insofferenza della popolazione, con i conseguenti risultati: ovvero il ritorno ai tempi in cui lungo i torrenti e ai bordi delle strade facevano la loro “graziosa” comparsa sconsolanti sacchetti di plastica pieni di rifiuti.E pensare che il fenomeno si era quasi esaurito!A questo punto vien da domandarsi: il cittadino che prima buttava correttamente i rifiuti nel cassonetto e adesso, in mancanza del cassonetto, li scarica al margine della strada, è forse diventato “incivile” di colpo?   O forse è solo stufo di essere oppresso da invenzioni chiaramente speculative, che gli vengono, ancora una volta, caricate sulle spalle?Meditate, Amministratori della “Cosa Pubblica”, meditate.In questo senso, la recente iniziativa di unificazione dei Consorzi Comunali del Canavese per il coordinamento della raccolta dei rifiuti potrebbe dimostrarsi un gran bene o un immenso disastro.Un gran bene (penso io) se si recepirà quanto da me già indicato nel mio scritto del 2004: ovvero, non mettiamoci noi Canavesani a fare da capofila sperimentale per questa raccolta “differenziata porta a porta”. Vediamo prima come risolveranno il problema a Napoli ...  perché siamo tutti italiani, e abbiamo tutti le stesse leggi da osservare!Un immenso disastro se si realizzerà anche solo una sovrapposizione di enti tra pubblico e parapubblico, che al cittadino costano, e che si palleggeranno le competenze, senza il realizzarsi di un sano regime di concorrenza, che forse diminuirebbe il costo del servizio, recuperando una sana efficienza (cosa impensabile in regime monopolistico pubblico).Ma soprattutto l’immenso disastro di una raccolta rifiuti “differenziata porta a porta” che sarebbe enormemente più costosa e la cui applicazione ci avvicinerebbe molto a un regime di polizia, in cui ognuno di noi sarebbe inquisito sistemicamente, per vedere cosa ne ha fatto della famosa “scatola di sardine” o (viva la privacy) quante volte ha fatto sesso nell’ultima settimana.

In più, se la tassazione avvenisse sulla base dell’effettivo e personale volume/peso dei rifiuti da smaltire, magari con tanto di pesatura individuale, è evidente che nessuno avrebbe più rifiuti da smaltire, perché gli stessi sarebbero “smaltiti”  direttamente lungo i già citati argini dei fiumi o bordi stradali.

Ecco risolto il problema dei rifiuti!In proposito, sembra che alcuni grandi comuni, visti i disastrosi risultati  della raccolta “differenziata porta a porta”, già stiano rallentando, stoppando o addirittura invertendo la rotta sull’iniziativa suddetta: in parole povere, stanno “reinventando il “sistema cassonetto”.A questo punto, mi piacerebbe azzeccare ancora una volta la previsione di una felice riconferma del citato “sistema cassonetto”.Ma ho l’impressione che non basti l’ingrediente del “buon senso”.   Ci sono troppi interessi in gioco, che nulla hanno a che fare con i rifiuti di per se stessi, ma in quanto mezzo per “ridistribuire il reddito” ... e chi paga è sempre pantalone.Una cosa è certa: cari Amministratori Canavesani (o Piemontesi in generale), volete proprio andare a cercarvi il malcontento dei cittadini?   Ci sono, purtroppo, cose ben più gravi di cui preoccuparsi nella pubblica amministrazione!