La Battaglia dei Rifiuti   -   Anno 2004
Esistono diverse categorie di persone: quelli normali; i furbi; gli scemi; gli scemi che credono di essere oltremodo furbi; i furbi che fanno gli scemi per prendere per scemi gli altri etc. .
Le persone normali si caratterizzano per il loro semplice, intuitivo desiderio di vivere una vita serena, civile, lontano dalla barbarie e dai soprusi e, possibilmente, non troppo stressante, dato che gli affanni quotidiani sono già sempre molti, senza andarsene a cercare di quelli nuovi.

Sulle aspirazioni delle altre categorie è difficile pronunciarsi.Certe volte, a far parte delle categorie “extranormali” purtroppo ci sono anche degli Enti, che non si sa bene quali intendimenti “non normali” vogliano perseguire.Mi riferisco all’iniziativa recente di intensificare la “Raccolta Differenziata dei Rifiuti”.Attualmente, le “Persone Normali” sono abbastanza contente del sistema dei cassonetti, che ci permette di smaltire i rifiuti casalinghi in modo funzionale (a proposito: evidentemente, chi incendia i cassonetti o compie altri atti vandalici è d’ufficio accomunato alle categorie “extra”).Per migliorare la gestione dei rifiuti si è poi accettata volentieri la raccolta vetro in appositi contenitori centralizzati e la raccolta domestica della carta, poiché con uno sforzo non esagerato si poteva contribuire a una azione più efficace dello smaltimento dei rifiuti stessi.E’ altresì gesto di civiltà utilizzare la pratica di chiamata domiciliare per i rifiuti ingombranti, anziché gettarli lungo le strade e nei torrenti come purtroppo capitava in un passato neanche troppo lontano.Questo, mi pare, è buon senso.Ma, come sovente accade, se dai una mano alla fine ti chiedono il braccio!In proposito, c’è da chiedersi se sia “buonsenso” e quale sia il vero intendimento nella proposta di ulteriore differenziazione nella raccolta rifiuti domestici che isoli i rifiuti organici dagli inorganici, magari eliminando i cassonetti.Da una parte c’è l’utente, che sempre più deve riempirsi la casa di contenitori, i più disparati e variopinti (sempre che ne abbia lo spazio), e tenersi in casa i rifiuti differenziati per tre o quattro giorni in attesa del ritiro da parte degli incaricati (sperando che arrivino); e quando getta i rifiuti deve far ben attenzione a non sbagliare bidone.Per esempio: se apro una scatola di sardine, mi pare di aver capito, devo mettere il cartoncino di confezione nel contenitore della carta; la lattina nel contenitore inorganico le lische nel contenitore organico e l’olio di conserva giù per il lavandino (in attesa di futuro contenitore per i liquidi organici). Ma non so se la lattina, che è impregnata di olio conserviero mi verrà accettata come “non organico” oppure devo prima lavarla o disinfettarla.   Per altro, il contenitore con le lische me lo devo tenere in casa per tre o quattro giorni, se va bene, in attesa del ritiro: ma, attenzione al gatto! Perché il pesce puzza!Morale: non mangiamo più sardine!Per altro, oltre a tutta questa gestione di contenitori di svariate pezzature, vaganti per casa, naturalmente “fuori dalla portata dei bambini”, che potrebbero anche pensare di rovesciare per terra il contenitore dell’organico per dar da mangiare al già citato gatto, il “Gestore Familiare dei Rifiuti” (perché bisognerà ottemperare anche alla 626) si vedrà recapitare bollette di raccolta rifiuti sempre più salate, perché tutto costa: anche mantenere in piedi e far prosperare questo settore di ridondante “terziario” e, dulcis in fundo, sullo spazio domestico occupato da bidoni e bidoncini, il poveretto dovrà anche pagarci l’ICI. Come si dice: il danno e la beffa! Che stress!!Dall’altra parte c’è l’Ente “Servizio Rifiuti” che, mi pare di capire, sta diventando una “macchina” sempre più gigantesca e che presto arriverà ad autoalimentarsi, crescendo sempre più smisuratamente.D’altronde, ognuno fa il suo lavoro e i suoi interessi; e forse rientra tra le sue funzioni e le sue strategie commerciali anche il convincere gli amministratori comunali che “con un piccolo sforzo da parte di tutti….”, ma, come al solito, il “piccolo sforzo” va ad aggiungersi ai tanti altri “piccoli sforzi” richiesti non a “tutti”, ma sempre agli stessi, che pagano di più sia in termini monetari che di gestione domestica.Domanda: a chi va il beneficio di tutto questo (e a spese di chi), a cominciare dall’immediato?  Perché a lungo termine le soluzioni saranno sicuramente diverse e più radicali del problema delle sardine.Esiste però la “questione morale”: bisogna dare il buon esempio.Ma possibile che tocchi sempre a noi, piccola comunità a scarso inquinamento, a dare il buon esempio? Possibile che dobbiamo sempre metterci noi in prima fila? Certo, nessuno di noi vuole tirarsi fuori dal problema, ma dato che il consesso sociale italiano è composto da decine di milioni di cittadini, proviamo una volta tanto a vedere come il problema rifiuti viene affrontato e risolto in collettività più grandi, e più inquinanti della nostra: vediamo come il problema verrà risolto nelle grandi metropoli; a Torino; a Milano; a Roma; a Napoli; a Palermo.   In queste realtà ci sono più possibilità tecniche , economiche e organizzative per affrontare la questione rifiuti. E proprio in queste realtà la questione rifiuti comincia a scatenare battaglie metropolitane di grossa portata, quale l’individuazione di siti di discarica o di incenerimento.Sono queste grandi realtà che, in un mondo sempre più “usa e getta” producono la maggior parte dei rifiuti! E di chi è, poi, la filosofia del ”usa e getta”?Una cosa è certa: noi non potremo che  adeguarci alle soluzioni di queste grandi città. Quindi, per una volta, proviamo ad accodarci agli altri, e magari anche a risparmiare sulla spesa dei rifiuti!Molte volte gli amministratori pubblici si lasciano convincere da  oniriche visioni di un futuro dai colori di arcobaleno e non si accorgono, o non vogliono accorgersi, che, mentre continuano a chiedere “piccoli sforzi” alla gente comune, appena girato l’angolo c’è gente senza scrupoli, con il solo obiettivo del  profitto personale, che inquinano a dritta e a manca, seminando per il mondo rifiuti tossici e nocivi. Certo che “sensibilizzare” questi ultimi alla correttezza civica è un po’ più difficile: ma è proprio qui che bisogna intervenire, darsi da fare per cambiare le cose e non permettere che i “furbi” compiano spudoratamente  e  impunemente i loro misfatti. E gli Amministratori della “Cosa Pubblica”, a qualunque livello, dovrebbero farsi parte in causa ancor prima della Magistratura e delle Forze dell’Ordine per bloccare queste attività nocive, i cui attori sono in certi casi addirittura le società di smaltimento rifiuti, come sovente apprendiamo dai mezzi di comunicazione.E certe altre volte sono addirittura gli Amministratori pubblici a comportarsi in modo “piratesco”.Scansano Ionico insegna tante cose. Anche a proposito del “rispetto della legge”.In conclusione, cari, carissimi amministratori a noi più vicini: sono umilmente a chiederVi un po’ di buon senso.