Giulio Regni

Avril 2016

 

Un caso drammatico. Sotto tanti punti di vista.

E da cui trarre i dovuti insegnamenti.

Innanzi tutto, consideriamo quello che succede da decenni, come contesto generale, che riguarda all’estero lo Stato Italiano.

Evidentemente, nonostante quello che si sente propinare da tutti i mezzi di informazione, lo Stato Italiano, e particolarmente il Governo Italiano all’Estero non è considerato: anzi, è risibile.

Quando negli altri Stati, non solo europei, ma a livello mondiale si parla dello Stato Italiano tutti, proprio tutti “ridono sotto i baffi”.

I nostri Governanti, appena eletti, girano per il mondo a stringer mano ai diversi Potenti, che li accolgono con un bel sorriso: foto di prammatica e poi….”Va mäch!”

A parole e in modo formale non c’è nessuno che si permetta di mancare di rispetto allo Stato Italiano, ma poi se ne fregano tutti. Proprio tutti.

E questo, nonostante i successi per la grande e incisiva capacità imprenditoriale che caratterizza invece la nostra nazione a livello mondiale.

Lo Stato Italiano, in politica internazionale, non è mai riuscito ad avere un qualche minimo successo; anche se cerca di fare la voce grossa (solo la voce).

Lo dimostrano i fatti.

Qualcuno ha capito, dopo decenni, cosa sia successo al DC-9 esploso sopra Ustica il 27 giugno 1980?

Qualcuno sa quale sia stato il motivo della morte di Ilaria Alpi a Mogadiscio nel 1994?

Se i Marò Italiani arrestati in India fossero stati di nazionalità statunitense, pensate che sarebbero ancora in regime di detenzione indiana?

Oppure, per venire più vicini a noi, come mai i due tecnici della Bonatti uccisi in Libia nel marzo 2016 ci hanno impiegato una settimana solo per il rientro delle salme in Italia?

Non c’è niente da fare: dello Stato Italiano tutti se ne impippano.

Non deve quindi sorprendere il comportamento addirittura vergognoso che l’Egitto ha nei confronti dell’Italia per il “caso Regeni”.

Lo Stato Egiziano ci sta prendendo per i fondelli, come si farebbe con un qualunque babbeo.

Questa è la credibilità Italiana all’Estero.

E se domani finalmente i governanti egiziani ci presentassero qualche documentazione “seria”, ci dovremmo credere o semplicemente gli Egiziani avrebbero costruito delle prove più accettabili di quelle forniteci fino a ora? Solo per terminare la farsa che ormai è diventata più che offensiva?

Qualunque cosa ci vengano a dire da ora in avanti per me non sarebbe più credibile.

Neanche ci fosse un “reo confesso”.

Altro che Matteo Renzi e Compagni: "non ci fermeremo....!"

Ci sono di esempio i fatti ricordati più sopra.

Per cui la vera  verità su Giulio Regeni non si saprà mai.

Venendo poi al Giulio, che sicuramente era una persona intelligente e dotata, mi soffermano in mente almeno due considerazioni.

La prima: come mai le notizie su quanto sia andato a fare in Egitto sono così scarse? Aveva già scritto qualcosa relativamente agli studi che era andato a fare laggiù? O era andato per altro? Nessuno di chi lo frequentava, qualche suo amico, è mai rientrato in Italia per farci conoscere meglio il suo operato, le persone che interloquivano con lui, i veri obiettivi, più o meno palesi, del suo soggiorno in Egitto? Perché nessuno ci racconta nulla? Mistero. Quindi, la prima verità su Giulio Regeni è: che cosa è andato effettivamente a fare in Egitto? perchè non lo dice neanche l'Università che lo avrebbe mandato laggiù? E se fosse qualcosa di non dichiarabile? Si tratta di un possibile santo? Oppure no?

La seconda e conclusiva: avvicinarsi troppo al fuoco fa sì che alla fine ci si bruci; e certamente Giulio ha fatto il grande errore di considerare l’Egitto e le sue vicende interne con gli occhi di un europeo, e non considerando che si recava in uno Stato, non certo troppo civilizzato e di provenienza culturale brutale come l’Egitto.

Sui pali della corrente elettrica ci sta scritto: “Chi tocca i fili...”