CRETINE!
8 marzo 2014 - la settimana della "parità di genere"
Speruma ch'a finisso an pressa
Forse non è più di moda leggere la Bibbia. Ma lì il rapporto Uomo/Donna è affrontato in modo molto chiaro.
Sono sicuro che nessuna delle nostre Parlamentari (femmine) la Bibbia l’abbia mai letta.
Ma andiamo avanti.
Parità tra i sessi!
Cosa vuol dire?
Che l’organo genitale maschile deve essere uguale a quello femminile?
Che “per legge” le donne debbano vincere i tornei di scacchi?
Che le capacità artistiche o manuali e le propensioni, le inclinazioni naturali delle Donne e degli Uomini debbano essere identiche?
Che le gare di nuoto o di sci debbano cancellare le separate qualifiche Uomini-Donne?
…E via discorrendo.
Madre Natura ci ha fatti diversi. Inutile pensare scelleratamente che siamo uguali. Porterebbe solo svantaggi a entrambi i sessi. E nuocerebbe alla naturale evoluzione della specie umana.
Meno male che siamo diversi!
E’ in questa diversità che c’è l’esaltazione dell’Essere.
Così c’è chi fa meglio una cosa e chi meglio un’altra.
Dire che siamo diversi, non vuol dire mancare di rispetto ad alcuno. E’ solo una constatazione di fatto. L’Uomo e la Donna devono essere diversi e complementari !
Veniamo al dunque.
Di questi tempi imperversa la “moda” delle così dette Quote Rosa.
Se ne è parlato per i Consigli di Amministrazione delle Società e adesso se ne parla per il Parlamento.
Anche qui: cosa vuol dire?
Che un Uomo, magari intelligente e capace (in Parlamento pochi), non possa essere eletto solo perché in base a un criterio, certamente non divino, ci sono meno donne e quindi deve lasciare il posto a una potenziale cretina, solo perché la carta di identità la qualifica come “donna”? Ma quest’ultima è davvero una “donna”? Penso che sia solo una cretina, che se fosse meno cretina avrebbe solo da vergognarsi.
Con ciò, io non avrei alcun pregiudizio a immaginare un Parlamento composto anche di sole Donne. L’importante deve solo essere che sappiano far meglio degli uomini, su una base di merito.
Alla partenza della corsa, anche politica, dobbiamo essere allineati tutti sulla stessa linea: saranno gli elettori a decidere chi debba rappresentarli.
Parliamo del vergognoso fenomeno dei “listini bloccati”: ma quale più vergognoso blocco ci può essere che obbligare per legge a mettere in Lista e in Parlamento un numero uguale di uomini e donne?
Istituire per Legge la "parità di genere" non è Democrazia: è una troiata pazzesca!
Pensiamo in questo modo di fare del bene alla Politica e all’Italia?
Pensiamo che sia questo il modo di “uscire dal tunnel”?
Come diceva quella bella attrice in un film di tanti anni fa: “Mio Dio, come sono caduta in basso!”
Fortunatamente, anche in Parlamento ci sono delle Donne che non si appellano a questo principio balordo.
Sono Donne “per bene”, qualunque sia la loro colorazione politica.
Le altre, tutte le altre che si appellano alle “quote rosa”, con il solo fatto del loro appellarsi, dimostrano chiaramente di essere inferiori agli altri, uomini o donne, che non soffrono di vittimismo o “paura di restare escluse”.
Possiamo quindi supporre che le parlamentari che si appellano alle Quote Rosa siano lì semplicemente solo perché non sanno come guadagnarsi la vita altrimenti: sono delle CRETINE!!!