CoronaVirus - La Scuola
Una strategia alternativa
Purtroppo questa pandemia si è accanita ferocemente su tutta la popolazione.
Non c’è stato nulla da fare!
Tutti sono stati costretti a grandi sacrifici, sia in termini sociali che economici.
Se l’economia “non gira” il disastro è immane.
Gente che perde il posto di lavoro; aziende che chiudono: un bel disastro.
In più, lo sforzo enorme compiuto dal sistema sanitario per cercare di arginare la feroce infezione: sforzo che ha anche voluto dire molti morti tra il personale sanitario.
E tanti morti non solo tra i medici, paramedici e addetti alla sanità, ma anche tra le tante persone che generosamente si sono prodigate eroicamente nei vari settori per cercare di contenere questa nefasta pandemia.
Si riscontra però che, al di fuori dei tanti esempi di generosità, non tutta la popolazione sia stata colpita dalla crisi universale in modo equanime.
In particolare, il personale inserito nella Pubblica Amministrazione (al di fuori del Sistema Sanitario) ha avuto disagi molto minori, perché allo stesso non è comunque mancato il supporto economico dello Stato. Meno male; ma forse sarebbe stato giusto chiedere “qualcosa in più” anche a queste altre categorie più fortunate.
E così veniamo al problema scuola.
Una crisi fortissima che ha colpito tutto il settore, e che richiedeva un intervento massiccio per tutelare il Sistema Istruzione nel suo complesso, data la grandissima importanza per dare un futuro al nostro Paese.
Invece, mi è parso di assistere alla scena di un ubriaco che si accanisce nel trovare la giusta strada di casa, ma…non ce la fa!
Ritengo che i diversi provvedimenti intrapresi siano di una incompetenza stratosferica.
Proviamo a esaminare la questione.
Innanzi tutto, dopo un primo momento di completo smarrimento, comprensibilissimo perché non avevamo ancora focalizzato la reale portata dell’epidemia, è stato giusto bloccare tutta l’attività scolastica, provvedendo a pianificare i diversi interventi da mettere in atto nel settore.
Ma poi qualcosa di intelligente andava “ messo in cantiere” per tutelare il settore. Macchè: i nostri governanti hanno anche qui dimostrato tutta la loro incapacità.
Provo a individuare gli elementi del problema.
Il problema era di evitare la trasmissione del morbo sia in classe che fuori.
Erano quindi interessati sia il settore Istruzione che quello Logistico dei Trasporti, per “recarsi a scuola”.
L’idea luminosa invece è stata: tutti a casa. Provvederemo con la Didattica a Distanza (DAD). Salvo poi che la stessa ministra Azzolina allo scorso dicembre ammetteva che la DAD non ha funzionato. Ma è evidente! Come fai a dotare ogni abitazione del necessario supporto informatico, computer, linee internet, ambiente di studio etc.! E, in più, la Scuola non è solo una serie di nozioni da imparare più o meno diligentemente. Allora basterebbe dare a ogni alunno una serie di libri da leggere e imparare, senza neanche farli andare fuori casa. La Scuola è tutto un mondo che funziona con la partecipazione e la socialità degli alunni, perché è cosi che si crea cultura.
Il Ministero dell’Istruzione si è dimostrato del tutto impreparato.
L’unica cosa che si è inventato è stata quella di comperare uno sterminio di banchi, con o senza rotelle. Da dargli martellate sul cranio!
I banchi c’erano già tutti. Ci sono sempre stati, anche per la didattica in presenza del 100% degli allievi, come succedeva ante pandemia. In più, si poteva anche chiedere un aiuto alla strutture private del settore, che materiale inutilizzato ne hanno sicuramente molto. E si sarebbe risparmiato un bel po’ di centinaia di milioni di euro. Ma si vede che qualcuno aveva interesse a spendere.
La Didattica.
Sono anni che sistematicamente si presenta il problema degli Insegnanti precari.
Mai risolto.
Ne ho già parlato in altri scritti precedenti, ma non è male rinfrescare la memoria.
Anche la splendida Azzolina si è comportata esattamente come il sicuramente compianto Matteo Renzi.
Prima si prevedeva un concorso a maggio per stabilizzare almeno 20.000 precari. Poi si è deciso: no; il concorso lo faremo a settembre e ne stabilizzeremo almeno 60.000.
Poi, …non se ne è più fatto nulla! Consideriamo inoltre che il concorso a settembre sarebbe comunque stato fuori tempo massimo per evitare tutte le disgrazie di copertura degli insegnanti che annualmente si verificano.
Allora, la mia proposta sarebbe quella di cominciare a stabilizzare almeno quei “precari” che sono inseriti nel mondo della didattica da almeno più di 5 anni. E senza nessun concorso. A cosa può servire un concorso a chi insegna nella scuola da più di 5 anni; a fargli passare davanti l’ultimo arrivato? E si sarebbero ottenuti 2 risultati: il risparmio nell’organizzazione del fantomatico concorso che non si fa mai, e la riduzione del problema del precariato in termini più “umani”. Magari imponendo ai regolarizzati qualche limitazione nella logistica, che è sempre la stessa baraonda. Ovvero, destinazioni circoscritte a livello regionale.
Gli Alunni.
Sembra che l’esperimento di limitare la presenza in aula al 50% degli alunni possa essere un buon compromesso per evitare la diffusione del contagio. Bene. Allora facciamo una bella cosa. Metà alunni fanno lezione al mattino, e l’altra metà al pomeriggio. Niente DAD. E’ così complicato? Certo sorgerebbe il problema degli insegnanti. Ma anche questo risolvibile.
Dato che gli insegnanti svolgono la loro attività di docenza per un massimo di 18 ore settimanali, data la pandemia, che si sacrifichino anche loro, aumentando le ore di attività, e arrivando a un massimo di 36 ore settimanali, che non mi sembra poi un gran sacrificio, e magari ricevendo per questo “sforzo” la gratificazione di un compenso monetario addizionale. (sempre meno costoso dell’acquisto di banchi nuovi). Evidentemente si sarebbe chiesto questa collaborazione solo per questo periodo di emergenza. E con il riconoscimento di retribuzione aggiuntiva; che non mi parrebbe grande sforzo, pensando agli straordinari sacrifici che sono stati richiesti e ai tanti morti che hanno interessato il sistema sanitario.
Quindi: Docenti stabilizzati e allievi in presenza, senza tante “pensate” strambe.
Naturalmente si sarebbe evidenziato un problema collaterale per i trasporti, ma penso che anche questo si sarebbe potuto risolvere con un po’ di migliore organizzazione, collaborazione e buonsenso.
Trovate degli impedimenti o criticità nella soluzione proposta? Io non ne trovo.
Quindi, la prossima volta, VOTATE BARBAZACHI !!!