CORONAVIRUS-III
Sgovernati
Quando va tutto bene, allora anche chi ci governa non ha tanto da indaffararsi a studiare con quali leggi/provvedimenti possa migliorare la vita dei governati, che tra l’altro, in buona parte sono anche i loro elettori. E sempre che ne abbiano voglia. E’ una questione morale.
E’ quando subentrano le crisi come quelle del CoronaVirus che si capisce come non sia vero che “uno vale uno”. Questo purtroppo è uno dei grandi limiti del sistema democratico.
E così, chi si trova a governare, ai vari livelli, si scopre come non sempre sia preparato a gestire il “Buongoverno”.
I nostri attuali governanti, secondo me, sono assolutamente impreparati a gestire la Cosa Pubblica.
Provo a fare qualche riflessione.
Tanto per capirci, quando capita un terremoto, in primo momento si cerca di realizzare cosa sia successo e quanto grave sia la disgrazia. Ma questo solo al primo momento: quindi bisogna subito darsi da fare, almeno per salvare il salvabile, e innanzi tutto soccorrere le vittime: subito!!!
Dopo la prima emergenza, stimabile in 24/48 ore, bisogna però attivarsi per adottare tutte le misure del caso: zona colpita; edifici pericolanti; rifugiati etc. Mappando la zona colpita e definendo le priorità e le caratteristiche di intervento: area per area.
Passando alla pandemia da CoronaVirus, equiparabile a un enorme terremoto che abbia sconquassato tutta l’Italia, anche qui, bisogna intervenire subito per fronteggiare la malattia; ma nel frattempo definire i provvedimenti da intraprendere, caso per caso.
Invece qui non si è agito in modo corretto: i nostri governanti sono rimasti imbalsamati, come un passerotto ipnotizzato di fronte a un serpente.
Evidenzio cose che secondo me avrebbero dovuto essere fatte diversamente.
Comunicazione Sociale. Invece di presentarsi tardivamente e definire questo male “forse una epidemia” i nostri magnifici governanti dovevano presentarsi subito sui media, ma non con frasi “andrà tutto bene”, “io resto a casa”, “ce la faremo”. Dovevano comparire in TV con la fascia nera del lutto al braccio e sullo sfondo l’immagine della “grande mietitrice” : facendo magari più paura del necessario, perché in Italia di imbecilli ce ne sono tanti, e a questi, se non si fa paura… pensano che sia uno scherzo, un nuovo divertimento. Tanto moriranno solo gli altri, non loro che sono più furbi. E così si intasano gli ospedali. E, dato che non si può mettere un carabiniere di guardia a ciascuno, forse un po’ di sana paura aiuta a stimolare il buonsenso.
Governo Centrale. Assolutamente impreparato all’emergenza, ha cominciato a fare decreti e emettere ordinanze : da inizio pandemia a oggi ben 473, di discutibile buon senso. Avrebbe dovuto, in momento iniziale, prendere conoscenza dei pericoli per la salute; verificare in quali aree si stava diffondendo maggiormente il virus e cercare di non incarcerare chi non ne aveva bisogno. Invece no. Si è circondato di folto stuolo di “esperti”: circa 1.400 consulenti che non sempre erano del tutto preparati e che hanno cominciato con gran putiferio a discutere tra di loro su quali provvedimenti prendere… e così il tempo è passato. Unico provvedimento: tutti fermi e tutti con le mascherine. E anche qui il commissario Arcuri ha dato conferma della sua preparazione: ha fissato un prezzo massimo per mascherina di € 0,50; poi si è accorto che mancava l’IVA, e così il prezzo è salito a € 0.61; e poi, dato che a quel prezzo praticamente non si trovano, ha dichiarato che non era compito suo trovare le forniture. Ma se il prezzo lo hai fissato tu, in regime praticamente di monopolio, sei tu che devi dimostrare che è possibile reperirle e commerciarle! Questa è l’intelligenza, la “levatura culturale” e il buonsenso del commissario Arcuri!
E tutto bloccato, con divieto di circolazione anche nello stesso comune, in tutta Italia, salvo che per acquisire i beni di sopravvivenza. Meno male che almeno si siano definite delle “zone rosse”, di rischio estremo. L’Arroganza del governo centrale ha quindi spinto a considerare l’Italia come se la malattia fosse generalizzata su tutto il territorio. Bloccando tutte le attività, anche dove non era necessario, con grave nocumento per l’economia del Paese. La prima cosa da fare, invece , sarebbe stato di regionalizzare la crisi, dando delle linee guida generali e demandando ai presidenti di regione di studiare meglio i provvedimenti da prendere, ciascuno nella propria regione. Naturalmente valutando i diversi provvedimenti regionali e aiutando le diversificate realtà a trovare un giusto equilibrio di azione.
E così si è andati avanti non due giorni; non una settimana; ma per due mesi e mezzo! E così il PIL è miseramente crollato, ancor più di quanto avrebbe dovuto, causa questo lock-down strettissimo e generalizzato. Poi ci si lamenta!
Ma come si può pensare di gestire con le stesse regole delle realtà diverse quali possono essere la Lombardia e la Basilicata! Dove i numeri dei contagiati sono ben diversi. Bisogna essere rintronati completi!
E così le persone/aziende che si sono trovate in serie difficoltà economiche, con le attività industriali bloccate, sono aumentate a dismisura. Ma tutto fermo! Per due mesi e mezzo!
Se si fossero regionalizzati i provvedimenti, il danno economico sarebbe stato ridotto almeno a metà.
Solo le vivaci proteste di diversi soggetti istituzionali ed economici hanno indotto il governo centrale a ripensare e modificare qualche provvedimento, seppur in modo del tutto tardivo.
Ma quello che ha sconcertato ancor più la popolazione è stata la grande sceneggiata: il continuo presentarsi in TV dei governanti, ma soprattutto Conte, con informativa contradditoria a giorni alterni, e rimandando quelli che dovevano essere provvedimenti immediati a giorni a venire: “faremo”, “stiamo studiando”, “stanzieremo”…. Tutto al futuro: in concreto a tutt’oggi non si è fatto nulla; neanche per fornire aiuto economico in modo corretto alla popolazione. Anche qui: manovra da 500 miliardi, poi da 400 miliardi, poi da 1.000 miliardi (?). ma siamo scemi? La diminuzione del PIL complessivo annuale è stata stimata in circa 126 miliardi –lordi-. Supponiamo che nel DEF la stima sia stata ottimista, per stare più allegri, ma comunque la dimensione possibile non può superare i 150 miliardi; e forse neanche, dato che attualmente sembra che le cose vadano meglio. Nessuno conosce il futuro, ma bisogna subito pensare a chi ha delle esigenze immediate.
Si sono rimandati ridicolmente anche i decreti: il “decreto aprile” poi è diventato il “decreto maggio”; adesso lo chiamano “decreto rilancio”: ma ancora oggi, a metà maggio, non si è praticamente visto nulla. Come possiamo fidarci che contenga dei provvedimenti equi?
Bisogna dare dei soldi alla gente e alle imprese subito, perché è necessario sopravvivere ora! Invece si sta a discutere se prendere o meno i 35 miliardi del Fondo Salva Stati: deficienti! Cominciamo a prenderli! Poi si vedrà. Perché lo Stato Italiano soldi non ne ha! Perché non lo si dice chiaramente! Speriamo che qualcuno ci faccia ancora credito. Altrimenti siamo sull’orlo del fallimento come Stato. Già ce lo dicono le agenzie di rating!
Governi Regionali. Anche qui si vede quali siano i cavalli di razza e chi i brocchi.
Ci sono state delle Regioni che, comprendendo la confusione a livello centrale, hanno deciso di prendere dei provvedimenti anche in deroga ai disposti centrali. Questi Governatori hanno capito che dovevano tutelare urgentemente la loro popolazione e si sono dati da fare. E così abbiamo potuto apprezzare il loro attivismo, che è stato di grande aiuto per la popolazione. Parlo di Governatori come Zaia, Toti, Emiliano, Bonaccini, e pur anco la povera Jole Santelli della Calabria, che è stata subito fortemente redarguita dal ministro Boccia: arroganza totale! Ma se questi Governatori hanno preso delle delibere regionali, in deroga a Giuseppi & C. sapranno bene cosa si fanno. Sanno da subito che se facessero degli sbagli sarebbero politicamente morti: immediatamente. E magari accusati di tradimento. E nel contempo il governo centrale avrebbe qualche tenue scusa in più per giustificare eventuali insuccessi.
Morale; anche in questa terribile emergenza a Roma impera solo la Politica! La voglia di Potere Assoluto!
Ci sono poi delle Regioni governate che più malamente non si può. Mi riferisco in particolare alla Lombardia, che non si meritava un “purosangue” come Fontana. La sua decisione più importante, per deresponsabilizzarsi, è stata di chiamare dal Sudafrica l’amico Bertolaso, che appena arrivato a Malpensa si è messo a stringere la mano a tutti; ad abbracciare a destra e a manca: risultato previsto: ricovero ospedaliero per Covid-19.
Ma quello che più mi fa rabbia è il Governo del Piemonte: la mia regione. E il governatore Cirio ha miseramente fallito in tutto! Non ce lo meritavamo! Non è stato capace a far altro che presentarsi in Tv, anche lui come i romani a fare propaganda politica, ma non ha avuto il coraggio di prendere nessuna decisione regionale che fosse un po’ più sensata. Porca malora, non ne ha fatto una giusta!
Faccio anche qui qualche esempio.
Forse il nostro governatore non lo sa, ma Piemonte vuol significare “ai piedi dei monti”, e abbiamo fortunatamente una splendida ricchezza di colline e valli alpine. Ma lo sa il governatore che ci sono intere vallate in cui il Coronavirus non si è mai introdotto? Per esempio la Valle Soana? (ma lui non sa neanche che esista, perchè dal punto di vista elettorale non conta nulla). E come le valli del Gran Paradiso penso che ce ne siano tante altre nell’arco dei monti piemontesi. Allora, con le dovute cautele, perché non esentare queste aree da certi vincoli non giustificati? Siamo montanari; noi le cose le facciamo per bene, seriamente: E se poi ci fosse stato qualche problema minimo, si sarebbe risolto. Forse meritavamo un po’ più di fiducia.
Anche un altro aspetto della gestione sociale mi pare che sia stato a dir poco scellerato.
Mi riferisco alle seconde case. Solo ultimamente ci è data la possibilità di recarcisi, ma solo di giorno. Vietato fermarsi a dormirci.
Ma, se non è pazzia questa! Per prima cosa, io avrei pregato i detentori di seconde case, in montagna o comunque fuori di città, se a loro possibile, a stabilirsi da subito nelle stesse, allentando nelle città la tensione abitativa, evitando trasferimenti A/R giornalieri e magari portando un minimo di introiti in più all’economia locale. Ma pensare questo era troppo difficile!
Bravo Governatore e Giunta Regionale! Avete capito tutto!
Ma guai contraddire Roma!
Riflessione conclusiva.
Se il sottoscritto elude una legge, viene penalmente punito.
Se cento persone non rispettano una legge, verranno sanzionate.
Ma se a non riconoscersi nei provvedimenti adottati si fosse in centomila o più, allora sarebbe la Rivoluzione!
Governanti: pensateci!