BUON ANNO A MARIO DRAGHI

E’ da quasi un anno che mr. Draghi si è insediato a Capo del Governo.

Ha fatto sicuramente qualcosa in più del suo predecessore, Conte, ma, diciamocela tutta, non ci voleva poi un granché, per presentarsi meglio di un personaggio che fino a qualche tempo fa non sapeva neanche cosa fosse la politica. Di ciò, dobbiamo ringraziarne i suoi fautori, ovvero il Movimento 5 Stelle.

Con ciò, non penso che si possano esprimere grandi elogi a Supermario.

L’unica cosa del tutto positiva è stata quella di chiamare nel suo entourage la persona sicuramente valida che risponde al gen. Figliuolo.

E ancora adesso ho il dubbio persistente che il generale sia stato scelto non da Draghi, ma da qualche “potere forte” che agisce nell’anonimato.

 

La mia tesi trova rafforzamento in alcune altre scelte di Draghi: la riconferma di Speranza o di Lamorgese. Persone del tutto inette, forse scelte proprio per la loro caratteristica di non essere per nulla capaci.

Così Draghi non ha avuto nessun tipo di contrasto, né preoccupazione su quei fronti.

Le sue scelte decisionali sono però alquanto discutibili. Per esempio questo aggiramento dei No-Vax che nella sua subdolezza ha portato a buoni risultati. Ma adesso sarebbe ora di prendersi le proprie responsabilità. Non continuare con l’essere ambiguo.

 

In più, non ha fatto assolutamente nulla nel prevenire le future “ondate” di pandemia almeno nei punti più critici, ovvero la Scuola e i Trasporti. Se questo vuol dire “amministrare bene”. Praticamente è scappato da questi problemi: ha fatto “l’indiano”.

 

Per altro, considerando che trattasi di personaggio che dovrebbe intendersene di finanza, ed è qui che lo voglio, ha dimostrato una incredibile stupidità con la questione dei Superbonus.
Preciso: dato che la possibilità di accedervi scadeva al 30 giugno 2022, e che comunque chi voleva approfittarne ormai era già “in pista”, invece di pensare prima a un limite ISEE di 25.000 €, subito bocciato, anche perché non sarebbe pensabile che una persona con un limite ISEE inferiore a 25.000€ vada a impegolarsi in un’avventura di tale portata, considerando che ci vogliono progettisti, ingegneri etc. ancor prima di iniziare i lavori… e se poi non si fosse ammessi al finanziamento?

Quindi si è pensato a un limite che per le abitazioni private consistesse nell’aver effettuato al 30 giugno i lavori almeno per il 30% e con termine lavori entro il 2022. Se non è scemo questo… perché si è generata una corsa ad aziende edili e materiali che ha portato a una inflazione drammatica nel settore. Bravo Draghi!!!

 

Sarebbe bastato indicare come % di realizzo solo il 10%, dando facoltà ai percettori di finire i lavori in 3 anni; raggiungendo così due risultati: il primo di calmierare i prezzi e il secondo di spalmare le uscite dello Stato in 3 anni anziché in 1.

Mentre illuminata questo Draghi.

Ne avevo già “tessuto le lodi” nel 2016, a proposito delle sue affermazioni a favore dell’inflazione. Chi volesse rinfrescarsi la memoria può visitare il mio scritto nella sezione “Alegra”/ Pëinser, proprio intitolato Deflazione, oppure accedere allo scritto stesso tramite la vetrina “Le Neuve” dalla prima pagina.

 

Ma passiamo ad altro.

Supermario, dopo tutte le delibere emenate nel suo Governo; qualche vota giuste, altre no, nello scorso dicembre, senza fare tanti misteri del suo anelito, e cedendo alla seduzione delle Sirene Quirinalizie si è praticamente proposto quale Presidente della Repubbica. Affermando che se a capo del Consiglio dei Ministri  ci fosse un’altra persona andrebbe tutto bene comunque. Ovvero la teoria che “uno vale uno”. Cioè, questo soggetto, neppure eletto in Parlamento, vorrebbe assurgere alla più alta carica dello Stato, certamente non perché il Presidente della Repubblica abbia da affrontare tematiche particolarmente complesse e di sua competenza, ma semplicemente per esagerata arroganza e amor proprio, nel suo vaneggiamento di diventare Presidente.

E lasciando noi a dover combattere le battaglie quotidiane che sono state il frutto dalle sue opinioni, e che magari altri non condividerebbe.

 

Troppo facile!

Ma non poteva semplicemente presentarsi al Popolo Italiano dicendo: “Cari Italiani, state tranquilli, io vi ho portati fin qui e non scappo, nel bene o nel male sarò ancora e sempre con voi”

Questo è parlare da Uomo!

 

E, allora, mi viene in mente quella famosa frase che il Capitano  di Fregata De Falco rivolse in modo perentorio al Comandante della nave Concordia Schettino:


 

“Torni a bordo, Cazzo!!!”

 

 

Amen