ALI-TAGLIA

Autunno 2013: vento turbolento in quota

Lì c’è qualcosa che non va.

E’ difficile, praticamente impossibile, per un cittadino non addentro ai palazzi capire cosa ci sia sotto.

Improvvisamente, nei giorni scorsi, è salito agli onori della cronaca il dramma dell’indebitamento di Alitalia, che praticamente farebbe restare a terra gli aerei.

Penso che agli Italiani importi ben poco. L'importante sarebbe solo che la Compagnia non chiedesse più soldi ai contribuenti. Il salvataggio di Alitalia, gradito "regalo" del Sig. Berlusconi, è già costato negli ultimi anni circa 4 miliardi di Euro: non mi pare poco!

Adesso si cerca un partner “globale”, che potrebbe essere Air France o Lufthansa.

Tra l'altro, non si capisce Air France che intenzioni abbia, dato che sta già sfoltendo il suo personale in esubero, mentre Lufthansa ha dichiarato di non essere, al momento, interessata all'acquisizione.

Comunque, il partner lo si cerca adesso: da una posizione di estreme debolezza contrattuale.

Sembrerebbe quasi che ci sia qualcuno in combutta con Air France, per svendere la Compagnia Italiana.

A me hanno sempre insegnato che si deve vendere quando le quotazioni sono alte, e comperare quando le quotazioni sono basse; non mi pare che ci voglia una gran scienza!

Ma in Alitalia "famolo diverso"! E pensare che alla Direzione Alitalia hanno sicuramente un apparato Amministrativo e di Controllo Economico di prima grandezza. Chissà in quanti sono –tutti lautamente pagati- a fare Budget e Consuntivi Economici con previsioni che vanno da un mese a cinque anni, se non più.

E allora, questi “dottori” non potevano saperlo già un anno fa quale sarebbe stato il corso degli eventi? O erano tutti a prendersi il cappuccino o a fare shopping?

I casi sono due: o questi “dottori” sono dei perfetti imbecilli; oppure hanno riferito la situazione in cui si stava precipitando, ma il destinatario del messaggio, ovvero il Consiglio di Amministrazione, ha fatto finta di non capire.

In qualunque caso, invece di chiedere nuovamente sacrifici ai contribuenti, l’unica cosa da fare, a parer mio, sarebbe cambiare il nome della Compagnia in ALI-TAGLIA. E cominciare a TAGLIARE,  per davvero, la testa e la palle di chi non ha agito prima del tracollo. Magari la lezione sarebbe salutare e di esempio: non solo alla compagnia aerea.